Quando si valuta l’apertura di una società in Italia, la scelta tra SRL e SRLS rappresenta uno dei primi passaggi strategici, perché incide su costi iniziali, flessibilità operativa, gestione del capitale e credibilità verso banche e fornitori. Anche se entrambe rientrano nella categoria delle società di capitali e garantiscono la responsabilità limitata dei soci, SRL e SRLS non sono equivalenti: la SRLS nasce come versione semplificata della SRL, pensata per agevolare l’avvio di attività con risorse economiche ridotte, ma presenta vincoli che possono diventare rilevanti già nei primi mesi di operatività.
Comprendere la differenza tra SRL e SRLS significa analizzare in modo concreto elementi come capitale sociale, statuto, costi notarili, obblighi amministrativi e possibilità di evoluzione nel tempo, evitando la scelta automatica della soluzione “più economica” senza considerare impatti pratici e futuri.
Cos’è una SRL e come funziona dal punto di vista societario
La SRL, ovvero Società a Responsabilità Limitata, è una forma societaria disciplinata dal Codice Civile che consente di esercitare attività economiche con autonomia patrimoniale perfetta, cioè con separazione tra patrimonio della società e patrimonio personale dei soci. Questo aspetto costituisce uno dei motivi principali per cui la SRL viene scelta rispetto a forme più semplici, come la ditta individuale o la società di persone, poiché riduce l’esposizione personale ai debiti societari, salvo casi specifici legati a garanzie personali o responsabilità degli amministratori.
Dal punto di vista operativo, la SRL permette di definire uno statuto personalizzato, stabilendo regole di governance, modalità di trasferimento delle quote, diritti particolari dei soci e assetto amministrativo. È possibile nominare un amministratore unico, più amministratori con poteri congiunti o disgiunti, oppure un consiglio di amministrazione, in base alla complessità dell’impresa e al numero di soci coinvolti.
La SRL viene spesso utilizzata da aziende che puntano a crescere, assumere dipendenti, aprire sedi, attrarre investitori o partecipare a bandi pubblici, perché offre maggiore flessibilità rispetto alla SRLS e una struttura percepita come più solida.
Cos’è una SRLS e quali vincoli prevede la forma semplificata
La SRLS, cioè Società a Responsabilità Limitata Semplificata, è stata introdotta per ridurre i costi di costituzione e facilitare la creazione di nuove imprese, soprattutto in fase iniziale. Anche la SRLS garantisce responsabilità limitata, quindi i soci rispondono dei debiti sociali nei limiti delle quote sottoscritte, ma il modello è più rigido rispetto alla SRL tradizionale.
La principale caratteristica della SRLS è che deve essere costituita con atto pubblico, utilizzando uno statuto standard predisposto dal Ministero della Giustizia, che non può essere modificato liberamente con clausole personalizzate. Questo vincolo limita la possibilità di inserire patti specifici tra soci, definire diritti particolari o creare strutture di governance complesse, aspetti che in una SRL possono invece essere gestiti in modo molto più articolato.
Un altro elemento distintivo riguarda il capitale sociale: la SRLS può essere costituita con un capitale compreso tra 1 euro e 9.999,99 euro, mentre la SRL richiede un capitale minimo di 10.000 euro, anche se è possibile versarne inizialmente solo una parte in determinate condizioni.
La SRLS viene spesso scelta da microimprese, startup molto piccole o attività individuali che vogliono trasformarsi in società di capitali riducendo al minimo la spesa iniziale.
Differenza tra SRL e SRLS su capitale sociale, versamenti e riserve
Uno dei punti più importanti nella differenza tra SRL e SRLS riguarda il capitale sociale e le modalità con cui viene versato e gestito, perché questo elemento incide direttamente sulla solidità percepita della società e sulla sua capacità di ottenere credito.
Nella SRL ordinaria il capitale sociale minimo previsto è di 10.000 euro, anche se la normativa consente, in alcuni casi, di costituire una SRL con capitale inferiore (SRL a capitale ridotto), purché vengano rispettati specifici obblighi, come l’accantonamento di una quota degli utili a riserva legale fino al raggiungimento del capitale minimo. Nella prassi, tuttavia, la SRL tradizionale con capitale pari o superiore a 10.000 euro resta la forma più riconosciuta e più utilizzata in ambito professionale.
Nella SRLS il capitale sociale deve essere versato integralmente al momento della costituzione e deve essere costituito esclusivamente da conferimenti in denaro. Questo significa che non è possibile conferire beni in natura, come attrezzature, immobili o brevetti, opzione che invece può essere prevista in una SRL, con valutazioni e perizie se necessarie.
Dal punto di vista operativo, un capitale sociale molto basso, anche se legittimo, può creare difficoltà nei rapporti con banche e fornitori, perché trasmette l’immagine di una società con margini limitati per sostenere investimenti, coprire spese impreviste o affrontare periodi di crisi di liquidità.
Costi di costituzione e gestione: cosa cambia tra SRL e SRLS
Molti scelgono la SRLS per motivi economici, perché la costituzione è generalmente più conveniente, ma è utile distinguere tra costi iniziali e costi di gestione, dato che la differenza non si esaurisce al momento dell’atto notarile.
La SRLS nasce con l’obiettivo di ridurre i costi notarili, poiché l’onorario del notaio per l’atto costitutivo è limitato o in alcuni casi azzerato, mentre restano comunque dovuti i costi di registrazione, bolli, diritti camerali e iscrizione al Registro delle Imprese. In una SRL ordinaria, invece, l’atto costitutivo comporta un costo notarile pieno, che può variare sensibilmente in base alla complessità dello statuto e alla zona geografica.
Sul piano gestionale, SRL e SRLS sono molto simili, perché entrambe devono rispettare obblighi contabili e fiscali tipici delle società di capitali: tenuta della contabilità ordinaria, redazione del bilancio annuale, deposito del bilancio presso la Camera di Commercio e gestione degli adempimenti IVA, imposte dirette e contributi previdenziali.
Di fatto, anche una SRLS richiede un commercialista e un’impostazione amministrativa corretta, perché eventuali errori contabili o fiscali hanno lo stesso peso che avrebbero in una SRL. Questo significa che il risparmio si concentra soprattutto nella fase di apertura, mentre nel medio periodo i costi di gestione tendono ad allinearsi.
Va considerato inoltre che una SRL consente maggiore flessibilità nella gestione dei soci e nell’organizzazione interna, quindi può evitare future modifiche statutarie o trasformazioni societarie che generano ulteriori costi.
Quando conviene SRL e quando conviene SRLS in base al tipo di attività
La scelta tra SRL e SRLS dipende dal progetto imprenditoriale, dal volume di investimenti previsto e dalla struttura societaria, perché i vincoli della forma semplificata possono diventare un limite concreto in attività che richiedono crescita rapida o accesso a capitali esterni.
La SRLS può essere una soluzione efficace quando l’attività parte in modo graduale, con fatturati iniziali contenuti, investimenti limitati e un numero ristretto di soci, ad esempio per piccoli servizi digitali, consulenze, attività commerciali di dimensione locale o iniziative imprenditoriali che vogliono testare il mercato senza immobilizzare capitale elevato. In questo scenario, la SRLS permette di beneficiare della responsabilità limitata con un investimento iniziale minimo, mantenendo comunque un assetto societario formale e riconosciuto.
La SRL ordinaria risulta più adatta quando il progetto prevede fin dall’inizio l’ingresso di nuovi soci, la necessità di definire regole precise per la governance, la volontà di creare quote con diritti differenti o l’obiettivo di ottenere finanziamenti bancari. In molti casi, un capitale sociale più alto e uno statuto personalizzato rappresentano elementi di credibilità, soprattutto se la società opera in settori dove sono richieste garanzie economiche, contratti di fornitura rilevanti o rapporti con pubbliche amministrazioni.
Se l’impresa intende crescere rapidamente, investire in beni strumentali o attrarre investitori, la SRL offre un quadro più flessibile, riducendo il rischio di dover trasformare la società dopo pochi mesi. Anche nei casi in cui si prevede di distribuire utili o definire patti tra soci complessi, la SRL ordinaria permette di costruire una struttura più solida e coerente con la strategia aziendale.