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Cassa integrazione in deroga: come funziona

Cassa integrazione in deroga: come funziona

La cassa integrazione in deroga è uno strumento di sostegno al reddito destinato ai lavoratori dipendenti di aziende che non rientrano nel campo di applicazione degli ammortizzatori sociali ordinari oppure che hanno esaurito i periodi previsti dalla disciplina standard. Comprendere come funziona la cassa integrazione in deroga richiede un’analisi delle condizioni di accesso, delle modalità di richiesta, dei soggetti coinvolti e delle tempistiche di erogazione, poiché si tratta di una misura che opera in presenza di situazioni di difficoltà aziendale o di eventi straordinari.

A differenza della CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) e della CIGS (Straordinaria), la cassa in deroga non nasce come istituto strutturale permanente, ma viene attivata attraverso provvedimenti normativi specifici, spesso in risposta a crisi economiche, emergenze settoriali o situazioni territoriali particolari. La sua applicazione, quindi, dipende dalle disposizioni vigenti nel periodo di riferimento e dalle risorse stanziate.

Per orientarsi in modo corretto è necessario distinguere tra requisiti aziendali, requisiti dei lavoratori, durata del trattamento, importi riconosciuti e procedura amministrativa.

Requisiti di accesso per aziende e lavoratori

L’accesso alla cassa integrazione in deroga è subordinato alla presenza di una situazione di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per cause non imputabili ai dipendenti. L’azienda deve dimostrare l’esistenza di difficoltà economiche, riorganizzazioni, crisi temporanee o eventi straordinari che rendono necessario ridurre l’orario di lavoro o sospendere l’attività.

La misura è stata storicamente utilizzata per coprire categorie escluse dagli ammortizzatori ordinari, come piccole imprese con determinati requisiti dimensionali o settori non rientranti nella disciplina della CIGO e della CIGS. Le condizioni specifiche dipendono dalla normativa vigente al momento della richiesta.

Per quanto riguarda i lavoratori, possono accedere al trattamento i dipendenti con un rapporto di lavoro subordinato in essere alla data prevista dalla norma di riferimento. Spesso è richiesto un requisito minimo di anzianità aziendale, che può variare in base al provvedimento attuativo. Restano generalmente esclusi collaboratori autonomi, professionisti e titolari di partita IVA, salvo specifiche misure straordinarie previste per particolari emergenze.

L’accesso non è automatico: è l’azienda che presenta domanda e avvia la procedura, coinvolgendo eventualmente le organizzazioni sindacali nei casi previsti.

Procedura di richiesta e autorizzazione

L’attivazione della cassa integrazione in deroga prevede un iter amministrativo articolato, che coinvolge azienda, Regione (in alcuni casi) e INPS. La procedura può variare a seconda della disciplina applicabile, ma generalmente segue passaggi definiti.

In una prima fase l’azienda deve comunicare l’intenzione di ricorrere alla misura e, ove richiesto, avviare un confronto sindacale per definire durata, modalità di sospensione e numero di lavoratori coinvolti. Questa fase è finalizzata a garantire trasparenza e tutela dei dipendenti.

Successivamente viene presentata la domanda attraverso i canali telematici previsti, indicando:

  • dati aziendali;

  • lavoratori interessati;

  • periodo di sospensione o riduzione;

  • motivazione dettagliata.

L’ente competente verifica la sussistenza dei requisiti e autorizza il trattamento nei limiti delle risorse disponibili. In molte applicazioni recenti la gestione operativa è stata centralizzata presso l’INPS, che provvede anche al pagamento delle prestazioni.

Le tempistiche possono variare sensibilmente in base al carico amministrativo e alla completezza della documentazione. Errori formali o informazioni incomplete possono ritardare l’autorizzazione e, di conseguenza, l’erogazione dell’indennità ai lavoratori.

Importo dell’indennità e modalità di pagamento

L’indennità riconosciuta ai lavoratori in cassa integrazione in deroga segue criteri analoghi a quelli degli altri ammortizzatori sociali, con un importo calcolato in percentuale sulla retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non lavorate.

In linea generale, l’integrazione salariale corrisponde all’80% della retribuzione lorda persa, entro un tetto massimo stabilito annualmente dall’INPS. Questo limite varia in base al livello retributivo e viene aggiornato periodicamente.

L’importo effettivamente percepito può risultare inferiore all’80% teorico a causa dell’applicazione dei massimali e delle trattenute fiscali. La prestazione è soggetta a tassazione ordinaria e viene certificata nella dichiarazione dei redditi del lavoratore.

Per quanto riguarda il pagamento, possono verificarsi due modalità:

  • anticipo da parte del datore di lavoro, con successivo conguaglio con l’INPS;

  • pagamento diretto da parte dell’INPS al lavoratore.

La seconda modalità è spesso utilizzata nei casi di particolare difficoltà aziendale, per evitare che l’impresa debba anticipare somme che potrebbero incidere sulla liquidità. Le tempistiche di pagamento dipendono dalla rapidità dell’autorizzazione e dalla correttezza delle comunicazioni trasmesse.

Durata del trattamento e limiti temporali

La cassa integrazione in deroga non ha una durata standard fissa, poiché viene definita dalla normativa che la introduce o la proroga. I periodi autorizzabili possono essere limitati a poche settimane oppure estendersi per diversi mesi, sempre entro il quadro delle risorse stanziate.

In molti casi la durata massima viene indicata in termini di settimane complessive per unità produttiva o per singolo lavoratore. Superato il limite previsto, l’azienda non può proseguire con lo stesso strumento, salvo nuove disposizioni legislative.

È importante considerare che la fruizione della cassa integrazione in deroga può incidere sul calcolo di altri ammortizzatori sociali o sulle successive richieste di sostegno al reddito. L’analisi preventiva della situazione aziendale consente di valutare l’impatto nel medio periodo.

Durante il periodo di sospensione o riduzione dell’orario, il rapporto di lavoro resta in essere: il dipendente non viene licenziato, ma vede temporaneamente ridotta la propria prestazione lavorativa. Rimangono attivi diritti e doveri connessi al contratto, salvo le specifiche limitazioni derivanti dalla sospensione.

Differenze rispetto agli altri ammortizzatori sociali

Per comprendere come funziona la cassa integrazione in deroga è utile confrontarla con gli strumenti ordinari. La CIGO interviene in caso di eventi temporanei e non imputabili all’impresa, come crisi di mercato o eventi meteorologici; la CIGS è destinata a situazioni più strutturate, come riorganizzazioni o procedure concorsuali.

La cassa in deroga si colloca al di fuori di questi schemi ordinari e viene utilizzata per estendere la tutela a categorie o imprese che, in base alla normativa vigente, non potrebbero accedere agli strumenti tradizionali. La sua applicazione dipende quindi da provvedimenti specifici, spesso collegati a contesti emergenziali o a politiche di sostegno straordinarie.

Un ulteriore elemento distintivo riguarda la gestione amministrativa, che in passato ha coinvolto le Regioni nella fase autorizzativa, mentre in applicazioni più recenti è stata maggiormente centralizzata.

La valutazione dello strumento più adatto richiede un’analisi tecnica della posizione aziendale, del settore di appartenenza e dei requisiti dimensionali, tenendo conto della normativa in vigore nel momento della richiesta.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.