La città torna lentamente alla normalità dopo le abbondanti nevicate di questo febbraio straordinario, ma ora l’argomento all’ordine del giorno sono i danni. Danni privati (tetti, abitazioni, automobili) e danni pubblici (alberi soprattutto). Danni che sotto la neve hanno provocato altri danni, come i grossi rami rovinosamente caduti al suolo travolgendo anche altre cose, come pannelli pubblicitari. La fortuna ha voluto che non ci siano stati morti e feriti, ma l’ipotesi non sarebbe stata così remota.
Il problema è sotto gli occhi di tutti: la flora di Benevento è inadeguata alla città. Inadeguata ma anche abbandonata spesso all’incuria, tanto che è gioco facile domandarsi chi e in che modo avrebbe dovuto prevenire la tanto elevata mortalità di rami e di alberi a causa di una nevicata storica ma tuttavia ampiamente prevista. L’operazione da fare sarebbe stata relativamente semplice: tagliare i rami maggiormente esposti alla caduta e quelli di per sè pericolanti, così da limitare e prevenire i danni da neve che poi si sono puntualmente verificati. Invece lo spettacolo cui si è assistito, oltre alla magia di una città imbiancata come in rare altre occasioni, è stato quello di vigili urbani, pompieri e ditte private incaricate dal Comune, tutti all’opera per rimuovere solo dopo il fattaccio i rami (e gli interi alberi) caduti su strade e marciapiedi, tagliare quelli pericolanti ed anche quelli più soggetti a cadere. Il tutto è stato fatto quando la città era già stata ricoperta da 30/40 centimetri di neve, ma perchè non intervenire in anticipo?
C’è poi un’altra questione che è importante affrontare, cogliendo proprio questa occasione più unica che rara della neve a Benevento: perchè riempire una città ventosa (lo dice da millenni il nostro stesso nome) e anche alquanto piovosa sia in inverno che in estate con pini e altri alberi sempreverdi, che per il peso dei rami sempre carichi di foglie rischiano appunto di creare danni? La riflessione è stata lanciata già qualche giorno fa da un nostro lettore, ma bisognerebbe avviare una discussione seria ora che la neve è passata alla storia e andiamo incontro, se Dio vuole, ad un clima sempre meno invernale e sempre più primaverile (di qui a qualche settimana).
Il Viale degli Atlantici ben potrebbe essere ribattezzato Viale dei Pini, se solo non ospitasse anche altre specie di sempreverdi. Stessa cosa per il Viale Principe di Napoli, Via Pacevecchia, Viale Mellusi, Via Napoli e molte altre strade beneventane. Lì dove ci sono alberi che d’autunno perdono le foglie, non è caduto un solo ramo a causa della neve e si sono evitati danni nonchè spese di denaro pubblico difficilmente quantificabili, dato che non è ben chiaro quanti soldi la Regione effettivamente consegnerà alle zone interne per riparare appunto i danni da maltempo. Perchè allora continuare a progettare quartieri e strade popolati da sempreverdi invece di prendere atto del fallimento di questa politica ambientale? Oppure, perchè non impegnarsi con una migliore manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico durante tutto l’anno? Spendere prima e prevenire solitamente aiuta a risparmiare spese successive, oltre che pericoli per la popolazione.
La Villa Comunale è giustamente rimasta chiusa per tutti i giorni di neve, poichè il Comune era ben conscio di quello che sarebbe accaduto lì dentro tra gli alberi (sempreverdi) carichi di neve. Ma anche in questo caso, non sarebbe stato più opportuno intervenire prima per evitare una Villa mutilata e meno bella del solito?
Simone Aversano





















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