Indifendibile il tandem Cimitile-Barbieri quando si parla di coerenza e di etica politica, inattaccabile in questi giorni nella gestione puntuale di tutte le criticità che si sono verificate a causa della neve e del successivo ghiaccio. Difese e attacchi, applausi e critiche vanno distribuiti alla luce dell’esame del peso specifico delle azioni compiute e non alla luce di chi le compie. Il feroce giudizio di questi giorni sull’operato della Provincia (accusata incomprensibilmente di assenza), durante le abbondanti nevicate, sono apparse ingiuste e strumentali. Ingiuste perchè gli interventi sono stati tempestivi e risolutivi. Al di là dei purtroppo normali disagi, che sempre possono esserci in situazioni come queste, la macchina organizzativa ha funzionato. Non sarà stata perfetta, ma ha funzionato. Strumentali perchè il voler trovare a tutti i costi un peccatore anche quando non c’è un peccato è figlio di una concezione della politica vuota ed inconsistente, di una visione opportunistica ed approssimativa, di un disegno poco propositivo che, in assenza di idee, pur di far parlare di sé e di mostrare che in realtà all’interno di quel quadro qualcosa si sta muovendo, s’inventa di sana pianta anche gli errori che non ci sono. Non bastassero i tanti in carne ed ossa, vengono aggiunti nel calderone anche quelli romanzati. E così, dalla D di De Girolamo alla zeta di Zarro, ci si esibisce nel prendere con la pala, insieme alla neve, anche bugie, promesse, ipocrisie e tanta inutile retorica.
Sullo stesso piano possono essere posti la gaffe del presidente della Regione Caldoro e l’ormai nota quanto poco opportuna legge sui maestri di sci, notizia che ha fatto subito il giro in quest’Italia innevata, rigorosamente sullo slittino. Dichiarare, come ha azzardato Caldoro (azzardato perchè non era a conoscenza dello stato delle cose), che “i disagi ci sono stati, ma ha nevicato solo in montagna, in Irpinia e nel Sannio, dove sono organizzati” fa uscire dal guscio tutta la sbadataggine e l’incuranza con la quale si affrontano gli scogli durante la navigazione. Il portale BCR Magazine giustamente ha ricordato a Caldoro la definizione di “montagna”. Ecco, forse è il caso di partire proprio dalla genesi del significato delle parole. Per esempio il presidente di una Regione dovrebbe, quantomeno, conoscere il territorio sul quale opera e rappresentare, senza favoritismi e differenze, tutte le aree allo stesso modo, senza favorire alcune e sfavorire altre.
E mentre il Caldoro disorientato disquisiva sulla geografia della Campania, dando saggio delle sue doti di preveggenza (non conoscendo i fatti, ha provato ad azzeccare il loro esito con l’aiuto dell’arte divinatoria), non lontano da lui, in Consiglio Regionale, si approvava una legge che regolamentava la professione di maestro di sci alpino. C’è solo un banale dettaglio: fatta la legge per chi insegna a sciare, mancano le piste dove sciare. Firmataria della legge, una che, a proposito di stazioni sciistiche, è abituata a fare slalom insieme col consorte, da una bandierina all’altra dei partiti, e cioè Sandra Lonardo Mastella. “Un provvedimento atteso da oltre vent’anni, che dà risposte concrete a esigenze altrettanto concrete”. Infatti è noto a tutti che la più urgente priorità in Campania degli ultimi 20 anni riguardava i maestri di sci. Come abbiamo fatto a non accorgerci che era una questione così improrogabile? Tra i molti pupazzi della politica nostrana e le balle di neve che raccontano non c’è alcuna differenza: si sciolgono entrambe quando sorge il sole della realtà. Intanto l’era glaciale del pensiero, anche senza il freddo siberiano dei giorni scorsi, continua ad imperversare. E la primavera, citando Battiato, tarda ad arrivare.
Giovanni Pio Marenna
FONTE: Sannio Week



















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