Qualche giorno fa sfogliando le pagine di un quotidiano locale la mia attenzione è stata colpita da un piccolo articolo in cui si spiegava come diversi sindaci dei paesi della Valle Telesina esasperati per l’abnorme aumento di reati nei propri comuni avevano chiesto un immediato incontro con il prefetto di Benevento. Ebbene finalmente anche nella nostra sonnacchiosa provincia i massimi responsabili della comunità prendevano atto di un problema che sembra non interessare più di tanto.
L’informazione locale ad esempio, tranne rari casi, è troppo occupata a registrare la consueta sfilza di comunicati stampa, anziché alimentare un dibattito ed approfondire tematiche che meriterebbero molto più spazio di quanto avviene. L’iniziativa dei sindaci della Valle Telesina pur dovendo far riflettere su quanto sta avvenendo nel Sannio è passata cos’ì inosservata come ormai avviene per i sempre più frequenti episodi di cronaca nera.
Questa mia considerazione è bene o male la stessa che è stata proposta da un’editoriale pubblicato sul sito Sanniopress.it (che risulta essere al momento uno dei pochi siti di informazione in cui si cerca di approfondire e discutere di quanto avviene nel Sannio). La cronaca nera si arricchisce ogni giorno di nuovi ed inquietanti episodi rispetto ai quali ancora una volta il Sannio manifesta la sua caratteristica principale: l’immobilismo. Ciò avviene non soltanto nei tanti paesi della provincia per episodi di cui spesso non si ha nemmeno notizia, ma anche nella città capoluogo dove ad esempio, il fenomeno dei furti in abitazione è divenuto una costante.
Non c’è persona con cui si parli che non racconti di episodi di questo tipo che hanno coinvolto amici, parenti o semplici conoscenti. Di giorno, di notte, a volte con gli stessi proprietari in casa, lo svaligiare le abitazioni sembra una nuova fiorente attività economica. Nel condominio di un conoscente addirittura hanno portato via in piena notte anche gli elettrodomestici! Mi fa sorridere come alcuni quando si parla di criminalità nel Sannio continuano a richiamare il concetto dell’isola felice.
Ma isola felice di cosa? Certo che non possiamo paragonarci a Napoli non essendo alla fine nemmeno un quartiere del capoluogo campano in termini di popolazione, però a ben vedere ci stiamo proprio incamminando verso quella direzione. Abbiamo rapine, furti, truffe, scippi, estorsione, traffico di droga, associazioni di stampo camorristico e quindi cosa ci manca? Un agguato di camorra? Ah dimenticavo, abbiamo avuto anche quello!



















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